Alla XXVII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), svoltasi a Paestum dal 30 Ottobre al 2 Novembre, l’attenzione non si è rivolta solo agli splendori del passato, ma anche alla frontiera della tecnologia al servizio della cultura. In questo scenario il nostro gruppo è stato tra i protagonisti, portando la Realtà Estesa come strumento capace di rendere l’archeologia più accessibile, partecipata e realmente inclusiva.
Quando la tecnologia al servizio del patrimonio culturale dà nuova vita alla Storia
Tra i progetti che il nostro Gruppo ha presentato il più emblematico è stato quello della mostra permanente “1908 CittàMuseoCittà” realizzata per il Museo Accascina di Messina; qui smartglass, ricostruzioni 3D e contenuti immersivi permettono di esplorare la città prima e dopo il terremoto del 1908; per la BMTA, tra le sale di ArcheoIncoming e ArcheoVirtual, abbiamo ricostruito in miniatura la Stanza del Terremoto, una sala immersiva in cui far rivivere i momenti antecedenti e successivi alla catastrofica scossa; e ancora, tra le nostre case histories abbiamo illustrato: ARchivi. La Milano che non conoscevi in Realtà Aumentata, che trasforma biblioteche e archivi in ecomusei urbani attraverso itinerari arricchiti da podcast e percorsi digitali; Verona Time Machine, tour che fa rivivere la Verona romana di duemila anni fa grazie agli smartglass e alla guida di esperti; Tiber Pallia – Immersive Discoveries, un itinerario archeologico immersivo tra Umbria e Lazio che connette siti etruschi e romani con tecnologie digitali e contenuti educativi, per promuovere un turismo sostenibile e condiviso.
Tutti esempi che, con gli interventi del nostro CEO alla BMTA, hanno dimostrato come la tecnologia, può diventare strumento di democrazia culturale e conoscenza partecipata e attraverso i quali portiamo avanti la nostra visione: l’archeologia del futuro non si osserva soltanto, ma si attraversa, si vive e si comprende, rendendo la memoria storica accessibile e coinvolgente per tutti.
La Realtà Estesa come chiave per una cultura più inclusiva
Nel panorama delle tecnologie per il patrimonio culturale, la Realtà Estesa (XR) assume un valore strategico per almeno tre motivi fondamentali: l’estensione dell’accessibilità, la partecipazione emotiva e cognitiva e le nuove narrazioni per i pubblici contemporanei.
Secondo il Politecnico di Milano, oltre l’80% dei musei italiani ha avviato investimenti in soluzioni digitali proprio per rendere la fruizione più accessibile. Smartglass, Realtà Aumentata e ricostruzioni 3D permettono oggi a chiunque – indipendentemente da limiti fisici, barriere architettoniche o distanze geografiche – di vivere esperienze immersive e inclusive, in cui l’oggetto esposto si trasforma in racconto interattivo.
Le esperienze XR superano la logica dell’osservazione passiva: chi “entra” nel racconto storico diventa parte della scena, genera empatia e costruisce una memoria più duratura. L’interazione sensoriale e narrativa è ciò che trasforma la visita in un’esperienza formativa, soprattutto per i più giovani.
Le tecnologie immersive sono anche leve di inclusione culturale, capaci di avvicinare target diversi – dagli studenti ai turisti internazionali e alle comunità locali – con linguaggi contemporanei e accessibili. Il digitale si fa, in questo modo, ponte tra discipline, generazioni e culture, contribuendo a ridurre il divario di partecipazione che ancora caratterizza molte istituzioni museali.
Uno sguardo oltre Paestum: la nostra sfida continua
Con la chiusura della BMTA 2025, le nostre sfide non si esauriscono. Il nostro lavoro si proietta verso nuovi orizzonti: ulteriori allestimenti in sedi museali, percorsi immersivi, integrazione di Intelligenza Artificiale nel racconto dei dati culturali e un coinvolgimento crescente delle comunità locali.







