Riapre il Museo delle Dogane di Gandria con un percorso affascinante e sicuro

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8 Giugno 2020

Prosegue la graduale riapertura dei musei del Canton Ticino: è prevista per domani, infatti, la riapertura del Museo delle Dogane di Gandria.

L’edificio, costruito nel 1904 e utilizzato come luogo a tutela del confine sino al 1993, ospita un Museo unico nel suo genere, che ha il compito di illustrare e spiegare al pubblico l’importanza della gestione dei confini e la sua lunga tradizione in Svizzera. Accanto all’interessante ed insolita esposizione permanente, che porta il visitatore a scoprire le nuove sfide della dogana svizzera, il museo, spesso in collaborazione con istituzioni locali, organizza da sempre esposizioni speciali dedicate a temi d’attualità.

Ed è proprio con un’esposizione temporanea che il Museo delle Dogane riaprirà i suoi battenti al pubblico domani: il turismo della Belle époque. Si tratta di un insieme di manifesti d’epoca che si collocano a cavallo fra la fine dell’Ottocento e l’inizio del secolo successivo che, come racconta Lorenzo Sganzini, il curatore dell’esposizione, vogliono raccontare l’avvento del Ticino nella storia del mondo.

Come ricorda Paolo Campione, Direttore del Musec, è infatti proprio in questo periodo storico che si comincia a sentir parlare della zona ticinese sia a livello culturale che turistico. Queste locandine d’epoca propongono il Ticino come “il Sud del Nord” legando insieme l’ideale alpino a quello mediterraneo in immagini, luoghi e atmosfere che risultano immediatamente riconoscibili.

Immagini dalla palpabile identità e dalla forte caratterizzazione storica accompagnano il visitatore alla scoperta del Ticino di oltre un secolo fa, in cui si riconosce il lago, elemento ricorrente in moltissimi manifesti. Proprio all’interno di queste raffigurazioni il pubblico può rendersi conto di come l’idea stessa di lago sia mutata all’interno delle menti. Non è più il lago straordinario ma un po’ dimenticato di Fogazzaro, ma piuttosto un luogo di incontro, di ritrovo, di giovialità, in una visione estremamente connotante dell’inizio del nuovo secolo.
E questa stessa idea è quella che porta, ogni anno, tra le 8 e le 10 mila persone a visitare questo gioiello di cultura incastonato tra lago e montagna, anche grazie alla nuova gestione a cura del Museo delle Culture e alle numerose collaborazioni istituzionali che il museo ha attivato nell’ultimo periodo.

Questa realtà, tanto piccola quanto preziosa, è stata valorizzata grazie a numerosi interventi, realizzati anche grazie al lavoro di Capitale Cultura International. È anche grazie al supporto dell’azienda, che si occupa dei servizi di accoglienza al pubblico e della gestione delle esperienze multimediale, che è stato possibile permettere al museo non solo di riaprire in totale sicurezza, ma anche di trovare una prospettiva e una storia da raccontare, in un’operazione di rilancio, condotta in sinergia con il Museo delle Culture, che ha reso il Museo delle Dogane un unicum a livello culturale e gestionale.

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